giovedì, Maggio 21, 2026
CinemaIl misterioso cinema nordcoreano

Il misterioso cinema nordcoreano

Preparatevi perché oggi vi porterò con me in un viaggio intorno al globo, in uno degli Stati più inaccessibili del mondo. Rullo di tamburi, squillo di trombe, rumore di testate nucleari che si preparano al lancio: benvenuti in Nord Corea.

Sì, assurdo ma per questo episodio del nostro podcast sono incappato in un film nordcoreano. Non credevo neanche che fossero accessibili in occidente, invece se sei curioso su Youtube trovate un monte di film e video. Va fatta una necessaria premessa: a parte questo materiale facilmente reperibile, le informazioni che abbiamo sull’industria cinematografica nordcoreana sono un po’ nebulose e spesso contraddittorie. Cercherò comunque di raccontarvi qualche punto chiave della storia del cinema nordcoreano

Pulgasari

Il cinema nordcoreano

Storia del cinema nordcoreano

La dinastia Kim ha iniziato a governare a partire dal 1948, non ci addentreremo troppo sugli eventi storici che hanno portato alla separazione della Corea, ci basta sapere che i suoi regnanti sono sempre stati dei cinefili e che le produzioni cinematografiche sono, chiaramente, supervisionate dal Partito di Lavoro di Corea. La gran parte dei film, come si può facilmente immaginare, sono film di propaganda. Ma non solo. Di questo però parleremo più avanti, perché rischiamo di cadere in un grande rabbit hole.

Our Construction (1946) viene considerato il primo film nordcoreano, si tratta di un documentario muto che celebra il patriottismo mostrando immagini di eventi e della costruzione di infrastrutture. Durante la guerra di Corea (1950-1953) gran parte degli studi cinematografici vengono distrutti, la produzione riprende attivamente solo negli anni ‘60.

Sea of Blood (1969) è ritenuto uno dei film nordcoreani più importanti, perché descrive perfettamente lo spirito anticapitalista dell’ideologia Juche (ciucè): parla dell’occupazione giapponese della Corea negli anni ‘30 del novecento e segue la vita travagliata del protagonista che decide di unirsi alla rivoluzione comunista per lottare contro gli oppressori. Dura 4 ore, quindi mi fido sulla parola che sia un gran film.

Gli anni ‘80 sono quelli considerati più prolifici, almeno da quello che sappiamo. Ed è proprio in questa decade che è uscito il film di cui vi parlerò oggi.

A traffic controller on Crossroads

Nekoli chopyong (A Traffic Controller on Crossroads)

Nekoli chopyong, in italiano Una vigilessa all’incrocio è un film del 1986 che parla esattamente di quello che dice il titolo. Questo l’ho guardato perché dura meno di un’oretta, anche se sono sembrate cinque ore. 

In breve vediamo la storia di una vigilessa che fa rispettare il codice della strada. Tensione e dramma mentre, tra un attraversamento pedonale e un divieto di sosta, la protagonista risolve anche problemi di cuore di una sua amica. Per comunicarle che il suo promesso sposo è nervoso perché lei lo sta evitando le dice: «Sembra che Nam Chol stia diventando davvero incivile in questi giorni. E se causasse un incidente?» L’amica guarda nel vuoto. Deformazione professionale, dicono.

C’è anche un bellissimo intermezzo musicale con una canzoncina  propagandistica sulle norme del codice della strada e un spezzone di ginnastica artistica per far vedere che sono bravi anche negli sport.

La parte più interessante è sicuramente il modo in cui la città viene inquadrata e descritta per farla apparire perfetta. Ricordiamoci che la Corea del Nord è quello stato in cui sono stati costruiti palazzoni scenografici per nascondere il degrado agli occhi di chi passa per le strade.

I misteri del cinema nordcoreano

Questa volontà di nascondere la polvere sotto il tappeto, si trova non solo nei film in sé, ma anche nel modo in cui l’industria cinematografica viene descritta dalla Corea del Nord al resto del mondo. Non si sa infatti quanti film vengano prodotti all’anno: secondo i dati “ufficiali” sarebbero 80 all’anno, in realtà è molto più plausibile che i film realizzati annualmente siano tra i 5 e i 20.

Non lo sapremo mai con certezza, sappiamo solo che nel 2000 un autore partecipò al Festival di Pyongyang e disse che gli unici prodotti mostrati furono un film e un documentario. Quindi si presuppone che tutte le altre produzioni di cui si vantano i leader nordcoreani siano in realtà cortometraggi, episodi di lunghe serie e brevi film di animazione.

A quanto pare nel 2024 è stato rilasciato il primo film degli anni ‘20, A Day and a Night un film molto violento che cerca di imitare lo stile sudcoreano, ma che continua a essere propagandistico cercando di rappresentare una realtà in realtà inesistente. L’ho aggiunto subito nella mia wishlist e te ne parlerò non appena lo avrò visto.

Il cinema di animazione nordcoreano

Eccomi pronto a scendere nel rabbit hole a cui ho accennato all’inizio dell’articolo. Infatti, ad affiancare la principale casa di produzione cinematografica, la Korean Film Studio, c’è anche la famigerata Korean Science and Educational Film Studio (SEK), che si occupa prevalentemente di film di animazione anche per il mercato internazionale.

Sono certo che ne hai sentito parlare prima, perché sono proprio della SEK famose serie che hanno segnato l’infanzia dei millennials, come Papà Castoro e la pessima imitazione del Il re leone, Simba: è nato un re.

Ma c’è ancora di più, perché è stata proprio la SEK a partecipare (in mezzo a mille problemi legali) alla produzione della serie animata italiana più trash di sempre: Adrian. E io sento che qui devo fermarmi se non voglio ritrovarmi a canticchiare canzoncine in coreano su come siano belle e pulite le strade di Pyongyang.

Se ti va, comunque puoi guardare A traffic controller on Crossroads su Youtube!

E tu cosa ne pensi? Faccelo sapere scrivendoci sul nostro profilo Instagram!

I migliori 10 attori italiani del cinema contemporaneo

Quali attori e attrici italiani sceglierei nel ruolo di protagonisti per un mio film?Scorrendo la lista di ciò che ho visto negli ultimi anni,...

I 10 migliori film di Vittorio Gassman

Il 2022 è un anno impegnativo per chi, come me, si dimentica spesso dei compleanni. Impossibile dimenticarsi del centenario di Pier Paolo Pasolini, di...

Case infestate: 17 film da non perdere!

Iniziamo col dire che le case infestate sono un soggetto che mi affascina da quando ero un bambino tenebroso. Vorrei poter dire che ero...

Jeanne Dielman, 23, Quai du Commerce, 1080 Bruxelles – Il miglior film di tutti i tempi, o no?

Quando ho deciso di guardare Jeanne Dielman, 23, Quai du Commerce, 1080 Bruxelles (per gli amici Jeanne Dielman), sapevo a cosa andavo incontro. E...

RECENTI