venerdì, Gennaio 27, 2023
CinemaTransgender Awareness Week - I film da vedere

Transgender Awareness Week – I film da vedere

La settimana che precede il 20 novembre viene chiamata Transgender Awareness Week, letteralmente, la settimana della consapevolezza transgender. Il 20 novembre infatti ricorre il Transgender Day of Remembrance, giornata in cui vengono commemorate le vittime della transfobia. Abbiamo quindi deciso di selezionare una piccola lista di film e serie tv da vedere o da riguardare.

Paris is burning (1990)

Rose ci suggerisce il primo film, Paris Is Burning, spiegandoci come il film: “esplora una subcultura transgender degli anni ’80, quella della ‘house’ e ‘ball’ culture: luoghi che offrivano un senso di comunità e supporto ad artisti e performer LGBTQ+ emarginati, dando loro lo spazio per essere se stessi e potersi esprimere liberamente. Questo documentarioispirazione per l’acclamata serie Pose (2018-2021) – non solo è un interessantissimo snapshot delle performance artistiche di questa comunità (dove sono nate sia le drag show che il voguing, per esempio), ma contiene anche una riflessione sul rapporto tra cultura drag e transessualità, insieme ad un assaggio delle difficoltà e dei pericoli a cui questa comunità era esposta.”

Il film è disponibile (in scarsa qualità, ahimè) su Youtube.

Terror, Sisters! (2019)

Il secondo film ci viene consigliato da Stefano, che lo definisce “un manifesto contro la transfobia. Arrabbiato, graffiante e ironico. Alexis Langlois, stella nascente del cinema francese, non risparmia nessuno nel mediometraggio Terror Sisters!: quattro amiche pianificano la loro vendetta nei confronti di un mondo dominato dalla cultura cis. I piani di Kalthoum (Nana Benamer) e le sue amiche sono conditi di violenza, sesso e tanto glitter e ci vengono raccontati in un miscuglio vertiginoso di generi.

È un tratto distintivo del cinema di Langlois, che riempie le sue pellicole di colori sgargianti, situazioni surreali e citazioni pop. Il suo film successivo, The Demons of Dorothy (2021), forse ancora più eccessivo del primo, è un film semi-biografico, che racconta proprio come sia stato difficile riuscire a finanziare le riprese di Terror, Sisters! e in generale affronta il tema della ghettizzazione del cinema queer. Chiaramente lo fa ricorrendo a sangue, violenza, silicone e quintali di glitter.”

Sia Terror, Sisters! che The Demons of Dorothy sono visibili su MUBI.

Disclosure (2020)

Rose ci suggerisce un altro film da vedere per la Transgender Awareness Week, spiegandoci la sua seconda scelta: “dal momento in cui le persone transgender sono state rappresentate in televisione e nei film, ci è stata imposta una certa maniera di vedere e trattare questa comunità. Disclosure è un documentario molto importante che consiglio a tutti di vedere, che tratta della rappresentazione transgender nei media. Prodotto e diretto da Sam Feder, si tratta di una approfondita riflessione su come viene rappresentata la comunità transgender nel mondo di Hollywood, e di conseguenza come questa rappresentazione abbia avuto un impatto su persone trans, e sulla loro percezione nella cultura popolare. Oltre a essere un prodotto di qualità, riesce nell’offrire una prospettiva interessante e sfaccettata, che evidenzia quanto lavoro ancora ci sia da fare in questo ambito.”

Disclosure è disponibile su Netflix.

Feel Good (2020-2021)

Agua ci suggerisce una serie da recuperare subito: “Feel Good è una serie creata e scritta da Mae Martin, sceneggiatrice e attrice non-binary, e Joe Hampson. Semi-autobiografica, la serie racconta di Mae, comica canadese scappata dal paese natio per superare i suoi problemi di droga e cattive compagnie. Una sera la sua performance sul palco del locale rifugio in cui Mae è solita esibirsi, colpisce la maestra elementare George, che scopre e lentamente accetta la sua bisessualità grazie alla relazione che nascerà da questo fortuito incontro. Se la prima stagione ci ha mostrato le profonde fragilità di Mae e i problemi da risolvere con se stessa, la seconda rappresenta invece il momento della presa delle redini.

Tra il ritorno in Canada, la disintossicazione e ritrovato amore per George, Mae ritrova la motivazione per cacciare definitivamente i fantasmi del suo passato. È una serie che credo necessiti qualche trigger warning, dalla bifobia interiorizzata a storie di adescamento, droga e violenza, ma tutto questo è raccontato con una positiva leggerezza che, sebbene non rende immuni da sentire il peso degli argomenti, permette di viverli e comprenderli senza troppo malessere. Soprattutto se il pegno pagato permette di assistere a scene di tenerezza e sostegno come quella in cui George aiuta Mae a comprendere il suo essere non-binary, nella totale e delicata normalità di una cena a base di hot dog.

Da segnalare anche il libro scritto da Mae Martin Can Everyone Please Calm Down?: A Guide to 21st Century Sexuality, in cui tra aneddoti personali e la sua solita comicità imbranata, Martin cerca di spiegare in parole semplici e dirette la sessualità e tutto ciò che ci gira intorno e ci confonde.”

La serie è reperibile su Netflix.

Heartstopper (2022)

Ce ne aveva già parlato Matilde nel suo articolo sulle serie LGBTQ+, e anche Lisa ci consiglia la serie Heartstopper: “è una serie televisiva britannica tratta dall’omonima serie di romanzi grafici e webcomic scritta e ideata da Alice Oseman. La serie racconta la storia d’amore adolescenziale tra Charlie Spring e Nick Nelson, esplorando anche le vite dei loro amici Tao, Elle, Isaac, Tara e Darcy. Ho amato da subito questa serie tv delicata che ti fa tenere gli occhi a cuoricino per tutta la stagione.

Devo dire che ho trovato tutti i giovanissimi interpreti molto preparati e credibili, in particolare l’attrice Yasmin Finney che interpreta Elle Argent amica di Charlie, personaggio secondario ma subito d’impatto: Elle è una ragazza transgender, che dopo la sua transizione si è trasferita in una scuola femminile, poiché la scuola precedente in cui studiano i suoi amici è solo per ragazzi. È un personaggio che entra in punta di piedi, ma grazie anche alla bravura dell’attrice rimane subito nel cuore.”

Potete trovare la serie su Netflix.

The Umbrella Academy – Season 3 (2022)

Per chiudere la lista delle serie e dei film da vedere in occasione della Transgender Awareness Week, Lisa ci suggerisce anche The Umbrella Academy, dicendoci che “è una serie tv statunitense ideata da Steve Blackman, basata sulla prima miniserie dell’omonimo fumetto di Gerard Way e Gabriel Bà. Sette bambini, nati in circostanze misteriose, vengono adottati dal miliardario Reginald Hargreeves per creare una squadra di supereroi. Crescono con abilità speciali combattendo il crimine attraverso missioni volute dal padre. Dopo l’inaspettata morte di Reginald, i fratelli si riuniscono e vengono a conoscenza di segreti di famiglia.

Come possiamo leggere dalla trama, può sembrare che io abbia sbagliato a mettere questo titolo, (anche se già nelle prime 2 stagioni, nel mezzo delle situazioni surreali, troviamo molte tematiche LGBTQ+) in realtà credo sia doveroso citare la terza stagione di questa serie (che io adoro) perché il coming out come transgender dell’attore Elliot Page ha coinciso con quello del suo personaggio Viktor Hargreeves. Lo showrunner Steve Blackman dopo essere venuto a conoscenza della transizione di Elliot ha accolto questa notizia con grande entusiasmo inserendo così nella terza stagione la tematica dell’identità di genere e altrettanto importante è stato far vedere la reazione dei fratelli di Viktor, mostrandoli solidali sin dall’inizio, pro-trans e sensibili.”

La serie è disponibile su Netflix.

EXTRA: Ho paura torero (2001)

Un piccolo extra suggerito da Matilde per chi ama leggere: “Ho paura torero è un libro di Pedro Lamebel, pubblicato da Marcos y Marcos. Racconta la storia della Fata dell’angolo, sarta dei quartieri alti a Santiago, durante il periodo della resistenza. La Fata si innamora di Carlos, un militante del Fronte patriottico Manuel Rodríguez, a caccia di un nascondiglio per le sue riunioni clandestine, e decide di aiutarlo. La storia è alternata a racconti dal punto di vista di Pinochet, che ad un certo punto incrocia la strada dei protagonisti. Il libro, scritto per la maggior parte dal punto di vista della Fata, è davvero molto dolce e poetico. Riesce a raccontare la storia Cilena con una prospettiva diversa e per niente scontata. Nel 2020 è stato presentato alla biennale di venezia il film tratto dal libro.

Il libro è acquistabile su Amazon.

Finisce qua la nostra lista di film da vedere per la Transgender Awareness Week. Due parole conclusive scontate, ma comunque necessarie: ci sono tanti altri film, serie e libri che non abbiamo citato, ma che meritano di essere recuperate; abbiamo tempo tutto l’anno, non solo questa settimana di novembre…

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