Metello, film del 1970, tratto dall’omonimo romanzo di Vasco Pratolini, ha come protagonista Massimo Ranieri, che abbiamo scoperto essere pure un bravo attore. Ma andiamo con ordine.
Vasco Pratolini
Vasco Pratolini è nato a Firenze nel 1913 da una famiglia operaia. Il padre combatte nella prima guerra mondiale, dove rimane ferito; la madre muore di spagnola nel 1918. A causa dei gravi problemi economici in cui grava la sua famiglia Vasco è costretto per un periodo ad abbandonare gli studi e dedicarsi ai mestieri più disparati per sopravvivere.
Segue dei corsi serali e intorno agli anni ‘30 comincia a dedicarsi alla scrittura. Nel ‘35 si ammala di tubercolosi ed è costretto a passare di sanatorio in sanatorio. Per fortuna poi riesce a guarire nel ‘37. Tornato a Firenze conosce nel famoso caffè delle Giubbe Rosse, Eugenio Montale, insieme al quale fonderà la rivista “Campo di Marte”, che racchiude i lavori degli esponenti dell’ermetismo.
Verrà purtroppo chiusa solo dopo un anno dalla censura fascista.
Ha fatto parte della resistenza e per un periodo è stato il responsabile politico di una parte del partito comunista italiano. Nel dopoguerra collaborò con diversi nomi importanti del cinema come Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Giuseppe De Santis e Antonio Pietrangeli.
Ha scritto sia diversi romanzi che sceneggiature di film, come Paisà, Appunti su un fatto di cronaca e Rocco e i suoi fratelli, giusto per citarne alcuni. Ha vinto anche diversi premi letterari
Metello
Arriviamo a Metello: racconta la storia di un muratore anarchico di Firenze. Nato da una famiglia di operai, il padre era lui stesso un anarchico, viene cresciuto in campagna da una famiglia adottiva alla morte dei genitori. Decide poi di tornare a Firenze in cerca di lavoro ed entra in contatto con gli amici del padre.
Comincia a leggere e a formarsi sull’anarchia e il socialismo. Viene raccontata la sua vita, i suoi amori, il lavoro e la lotta politica. All’epoca, parliamo dei primi del ‘900, avere questo tipo di idee voleva dire essere sovversivi e finire in carcere per nulla. Tanto che Metello, la prima volta che viene arrestato, viene preso in giro da una coppia di ladri che almeno hanno un motivo valido per essere in cella.
La parte più importante della storia è lo sciopero dei muratori che si oppongono allo sfruttamento dei padroni e le paghe da fame. Oltretutto la mortalità è altissima, dato che non esistevano leggi a salvaguardia della sicurezza sul lavoro.
Il film
Il film è diretto da Mauro Bolognini, le musiche sono di Ennio Morricone. È stato presentato alla 23esima edizione del festival di Cannes. Ottavia Piccolo, che interpreta Ersilia, la moglie di Metello, ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile a Cannes, ai David di Donatello, al Nastro d’argento e al Globo d’oro.
Metello è interpretato da Massimo Ranieri, che però essendo Napoletano, è stato doppiato Rodolfo Baldini. Quando ho letto questa cosa pensavo che questo film sarebbe stato bruttissimo e invece mi è piaciuto un sacco.
Credo ci sia stata un’attenzione alla fotografia e ai costumi incredibile. C’è sicuramente un richiamo a diversi artisti, primi tra tutti i macchiaioli, come Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, per ovvie ragioni di vicinanza di luoghi (la toscana) e di tempi (i primi del ‘900).
Personalmente ci ho visto anche dei richiami alle figure femminili di Toulouse Lautrec e Giovanni Boldini, probabilmente per via, come dicevo dei costumi estremamente curati e anche in questo caso del periodo storico in cui si collocano i lavori di questi artisti.
Ovviamente io consiglio sia la visione del film che la lettura del libro perché sono entrambi veramente belli.







