domenica, Agosto 9, 2026
CinemaTruman Capote: un Oscar Wilde contemporaneo

Truman Capote: un Oscar Wilde contemporaneo

Truman Capote - A sangue freddo è un film del 2005 che racconta l'eccentrico autore di Colazione da Tiffany

Per qualche strana ragione ho deciso di parlarvi di Truman Capote – A sangue freddo, un film del 2005 diretto da Bennett Miller. Un film che, per chi ormai mi conosce, non è propriamente nelle mie corde ma che mi ha colpito per alcuni aspetti interessanti che analizzeremo insieme.

Truman Capote

Il controverso scrittore di Colazione da Tiffany

Iniziamo con la prima cosa che mi ha attratto: Truman Capote, il protagonista di questa storia; il film, infatti, è una sorta di biografia dell’autore e racconta il periodo di stesura di uno dei suoi lavori più celebri, ossia A sangue freddo.

L’autore era già famoso negli Stati Uniti per il romanzo Colazione da Tiffany, reso celebre poi dalla trasposizione cinematografica con Audrey Hepburn del 1961. Fu proprio grazie ai ricavi del romanzo che riuscì a finanziare la ricerca per la scrittura di A sangue freddo, che resta, in ogni caso, la sua opera maggiore.

Personalmente non lo conoscevo per le sue opere ma per due principali fonti: Guia Soncini, che spesso lo cita nei suoi articoli e Ryan Murphy, che gli ha dedicato la seconda stagione di Feud (che non ho visto); in questa stagione si racconta di come l’autore con la pubblicazione nel 1975 di un estratto dal suo romanzo incompiuto Preghiere perdute, riesca a inimicarsi gran parte dell’alta società newyorkese. Infatti l’estratto, intitolato La Côte Basque, 1965 ha reso pubbliche alcune scandalose confidenze di alcune amiche di Truman Capote. O ex amiche, direi. 

Un Oscar Wilde dei nostri tempi

Come si può intuire, Truman Capote non era esattamente la persona più affidabile del mondo: i suoi metodi erano controversi e la sua vita è sempre stata sopra le righe. Nell’ultimo capitolo di Musica per Camaleonti si descrive con queste parole: «sono un alcolizzato. Sono un tossicomane. Sono un omosessuale. Sono un genio». Una sorta di Oscar Wilde contemporaneo, se vogliamo fare un paragone. Ed è proprio questo carattere impetuoso che mi ha fatto avvicinare ulteriormente al personaggio.

Truman Capote e Harper Lee

A sangue freddo

La genesi del romanzo

L’indole controversa dello scrittore, emerge con prepotenza nella versione cinematografica di A sangue freddo, che non si sofferma troppo sui fatti di cronaca, ma cerca di mostrare da vicino l’impatto che questa storia ha avuto sullo scrittore.

Tutto ha inizio la mattina del 16 novembre 1958 quando Truman Capote legge sul New York Times la notizia dell’omicidio di una famiglia del Kansas. Lo scrittore, incuriosito dal caso, decide di partire accompagnato dalla sua amica d’infanzia Harper Lee (autrice, tra le altre cose de Il buio oltre la siepe): una volta arrivato nella cittadina di Holcomb inizia a raccogliere informazioni sul caso, ricorrendo a trucchi di manipolazione psicologica per ottenere i dettagli più interessanti.

Il rapporto con gli assassini

Vengono individuati i due responsabili del delitto: Perry Edward Smith e Richard Hickock, due giovani interessati a una presunta cassaforte nascosta nella casa dell’agricoltore. Durante i processi, Truman Capote instaurerà un rapporto molto intenso con i due, in particolar modo con Perry Smith. 

Il film è fin troppo ammiccante quando descrive il rapporto tra i due, condendo tutto con po’’ di sano queer-bating. Ma senza dubbio, l’assidua frequentazione dello scrittore con l’assassino, collaborerà al ritardo della pubblicazione, che avverrà soltanto sei anni più tardi. In questi sei anni, Truman Capote ha la possibilità di addentrarsi nella vita dei due ragazzi e di approfondire le terribili dinamiche della carneficina: Smith e Hickock avevano già deciso di non lasciare testimoni, ma sarà la frustrazione del non riuscire a trovare la cassaforte che, a quanto pare, causerà l’accesso di ira che porterà Smith a iniziare la serie di omicidi all’interno della casa.

Nel film c’è un tentativo un po’ discutibile di rendere più umano il personaggio di Smith, dipingendolo come sensibile e intelligente, sminuendo le sue azioni come frutto di una serie di circostanze che l’hanno portato a diventare un cattivo ragazzo. Capisco la necessità di permetterci di empatizzare, ma non ci casco.

La condanna

Sarà proprio la sentenza che condurrà Truman Capote nella disperazione (e nell’alcolismo): i due assassini vengono condannati alla pena di morte. Smith manda molte lettere a Capote per chiedere di aiutarli con le sue conoscenze, i suoi soldi e la sua influenza. Lui, però decide di non rispondere quasi mai: si trova infatti a un crocevia; da un lato attendere l’esecuzione e chiudere finalmente il suo libro dopo sei anni; dall’altro, aiutare una persona a cui si è, in qualche modo, affezionato posticipando ancora l’uscita del libro (e i conseguenti turbamenti causati da tutta questa storia). Alla fine decide di tacere e incontrerà di nuovo Smith soltanto il giorno della sua esecuzione.

Philip Seymour Hoffman in Truman Capote - A sangue freddo

Considerazioni finali

Il film ha vinto una montagna di premi e ha ottenuto altrettante nomination, e se posso permettermi, credo sia soltanto merito dell’interpretazione di Philip Seymour Hoffman nel ruolo di Truman Capote. Siamo di nuovo di fronte a una produzione che decide di far interpretare un personaggio gay a un attore etero, come abbiamo già discusso abbondantemente parlando di Priscilla, con notevole successo: Hoffman è sempre credibile e non supera mai il confine della caricatura (nonostante il personaggio potesse portare in quella direzione).

Un’ultima curiosità: ho scoperto che Truman Capote interpreta un personaggio in Invito a cena con delitto del 1976. Uno di quei film parodia dei classici whodunit che io adoro alla follia. Quindi se dopo aver visto Truman Capote – A sangue freddo siete ancora in vena di omicidi, ma non abbastanza per il true crime, guardatevi questa perla della commedia nera!

Truman Capote in Invito a cena con delitto
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