Idiocracy è un film del 2006 diretto da Mike Judge, regista conosciuto principalmente per le sue serie animate Beavis and Butt-Head e King of the Hill. Il film è uno di quelli che cito sempre ma che nessuno conosce; certo, non lo cito di sicuro per sfoggiare la mia cultura cinematografica, perché si tratta di una semplice commedia che, riguardata oggi, non è neanche particolarmente bella. Però ci sono diverse cose ancora interessanti e, se vogliamo, profetiche.
Idiocracy
Le premesse
La parte che cito di più del film (e anche quella che ricordavo meglio) è proprio l’inizio. Si parla infatti dell’evoluzione umana: fino al ventunesimo secolo l’intelligenza dell’essere umano sembra essere progredita, ma poi ha raggiunto un punto di stallo e ha cominciato a regredire. Questo è spiegato attraverso una sorta di mockumentary in cui vengono messe a confronto due coppie: la prima intelligente, ricca e coscienziosa; la seconda ignorante e bigotta. Mentre la prima coppia attende la perfetta congiunzione astrale per concepire un figlio, la seconda si riproduce come una famiglia di conigli. Ci vengono mostrati gli alberi genealogici che da una parte rimane sterile, mentre il secondo alla fine invade tutto lo schermo.
Non voglio generalizzare, ma in passato ho avuto spesso la sensazione che le cose stessero andando davvero così anche nella realtà. Oggi non generalizzerei, però quando vedo i bambini rompiballe in giro e conosco i genitori… be’, diciamo che questa scena mi riaffiora alla memoria.

La storia
Dopo questa premessa, si passa alla storia vera e propria: vengono selezionate due persone normali per un esperimento di sonno criogenico; davvero tanto normali, infatti il protagonista Joe (interpretato da Luke Wilson – fratello del nostro caro Owen a cui abbiamo dedicato un episodio del podcast) rientra perfettamente nella media in tutti i test che ha fatto. Prenderà parte insieme a lui all’esperimento una prostituta di nome Rita, il cui mestiere sarà il centro di continue gag piuttosto dimenticabili.
L’esperimento non va a buon fine e i due si risvegliano dopo cinquecento anni. Il mondo è andato allo sbaraglio e il QI medio delle persone è crollato: il programma televisivo più seguito è Ahia, le palle!; il film che ha avuto maggiore successo si intitola Culo e mostra solo un culo; tutto è diventato sessualizzato, ad esempio, Starbucks non è più un bar ma un luogo dove gli uomini possono ricevere dei servizi di altra natura; il presidente degli Stati Uniti è un ex wrestler e pornodivo e i suoi ministri degli stupidi senza arte né parte.
Joe, l’uomo medio come salvatore
Joe scoprirà di essere l’uomo più intelligente del pianeta e per questo, dopo varie peripezie e problemi con la legge, verrà convocato dal presidente degli Stati Uniti che lo vorrà come suo assistente per risolvere i principali problemi del paese. Sarà suo compito quindi capire come risollevare l’ecoMonia (sic.) e, soprattutto, risolvere il problema con le coltivazioni: la terra coltivata, infatti, è brulla e secca.
Spaventato in un primo momento dall’incarico, Joe si rende conto che la terra è secca perché viene irrigata con una bevanda energetica contenente dei sali. Riesce a convincere tutti a utilizzare l’acqua, ma i risultati richiedono tempo e nel frattempo la ditta produttrice della bevanda energetica è costretta a licenziare gran parte dei propri dipendenti a causa della riduzione della domanda. Questo crea un grande malcontento e le persone invaderanno la Casa Bianca reclamando la testa di Joe.
Tutto però alla fine si risolve per il meglio, la vegetazione comincia a germogliare, Joe viene perdonato e anzi, dopo pochi anni diventa presidente degli Stati Uniti e, neanche a dirlo, Rita, che per tutto il film ha un ruolo tutto sommato marginale, diventa la First Lady.

Un film profetico?
L’era della stupidità
Non si può dire che Idiocracy sia un film profetico, nonostante abbia sicuramente predetto molte cose che vediamo tra poco insieme. Però semplifica un po’ troppo la realtà, per ovvi motivi drammaturgici, ma riducendo così la potenza del proprio messaggio; anzi, forse proprio contraddicendosi. Infatti c’è un termine, dumbing down o appiattimento culturale, utilizzato per la prima volta negli anni trenta del novecento, che descrive il fenomeno dell’eccessiva semplificazione dei contenuti fruiti dalle persone: giornalismo, educazione, cultura e cinema; tutti sono colpiti.
I social media sono il chiaro esempio di questo processo: poche frasi, immediate, un gancio potente all’inizio, perché altrimenti perdiamo l’attenzione. Questo fenomeno è anche predetto in maniera più intelligente ne Il mondo nuovo di Aldous Huxley, in cui i Governatori Mondiali, anche attraverso strumenti di eugenetica, instupidiscono la società.
Insomma, viviamo già nell’era della stupidità, solo che tutto è molto più sottile rispetto a Idiocracy. Anche questo articolo, per quanto mi sforzi di scrivere sempre in maniera articolata, è soggetto a delle semplificazioni: le frasi devono essere brevi, chiare; tutto deve essere suddiviso in paragrafi con titolo; le frasi chiave devono essere ripetute molte volte. Nessuno è salvo.
Le previsioni che si sono avverate
In mezzo alle semplificazioni e alle battute (spesso poco divertenti) di Idiocracy, si nascondono però delle previsioni che si sono in qualche modo avverate. La prima e più famosa riguarda le calzature utilizzate dagli abitanti del futuro: le Crocs; quando il reparto dei costumi si è trovato a scegliere le scarpe, hanno optato per le cose più ridicole che potessero trovare; oggi, come ben sappiamo, sono di moda e le influencer sfoggiano i modelli più assurdi con orgoglio.
Tutto, nel 2505, poi è coperto da pubblicità invadenti: lo schermo della TV è occupato per la gran parte da popup pubblicitari; le maglie hanno sopra loghi pubblicitari; addirittura c’è un personaggio che ripete uno slogan alla fine di ogni frase perché viene pagato per farlo. Non credo ci sia bisogno di troppe spiegazioni su questo punto: provate a guardare un video di venti secondi su YouTube. Tra l’altro le magliette con i loghi, sono usa e getta, distribuite direttamente nelle case; un’immagine non troppo lontana dagli acquisti su Shein.
La sessualizzazione è poi un’altra grande piaga del futuro distopico, ma anche del nostro tempo: lo so che sono un vecchio bacchettone, ma tutte le popstar finiscono nel vortice della sessualizzazione, esibendosi praticamente nudi con coreografie tutt’altro che equivoco (ognuno libero di fare quello che preferisce, sempre, ma Mahmood e Damiano io vi preferivo quando eravate solo bellocci, da quando avete cominciato a sbattermelo in faccia, ho perso il mio interesse). Poi, il fatto che praticamente tutti, pure il mio vicino di casa di sessant’anni, abbiano OnlyFans, non è che ci allontani troppo da un futuro dominato dall’ipersessualizzazione.
La parola del giorno: cachistocrazia
La predizione più azzeccata di tutte è sicuramente quella che dipinge il governo americano come un teatrino ridicolo gestito da un uomo di spettacolo. Alcune dichiarazioni fatte dal presidente in Idiocracy, non risultano poi così tanto esagerate se paragonate alle cose dette da Trump o dal suo amico Musk, soprattutto nei modi. Così per chiudere con una goccia di conoscenza, grazie a questo film ho scoperto che esiste un termine per indicare un governo affidato ai cittadini meno qualificati, ai peggiori insomma: cachistocrazia. E non per essere pessimista, ma mi sa che ci siamo dentro fino al collo.








