Il caimano è un film del 2006, di Nanni Moretti, incentrato sulla figura affascinante e controversa di Silvio Berlusconi
Un mese e passa fa è venuta fuori la notizia che Marine Le Pen è stata condannata per appropriazione indebita di fondi pubblici, cioè per aver rubato. Nemmeno a dirlo Salvini l’ha subito difesa a spada tratta, contro le toghe rosse, perché la magistratura è corrotta e via dicendo.
Io sentendo questa notizia mi sono detta “certo però che tutta la destra è paese, non c’è niente di più naturale per loro che rubare”. Da li quindi ho fatto l’associazione con naturale, un film che parla della destra, con un titolo che richiama la natura… Cazzo ce l’ho! Il caimano.
Il caimano
Film del 2006 diretto da Nanni moretti, Il caimano. Racconta la storia di Bruno (Silvio Orlando) un produttore cinematografico di film di serie B che ha avuto successo negli anni ‘70, ma che ora si ritrova a partecipare solo a festival di cinema trash. Il rapporto con sua moglie (Margherita Buy) è in crisi, i due decidono di separarsi e i figli ne soffrono.
Ad un certo punto una ragazza si avvicina a Bruno e gli propone una sceneggiatura. Lui la legge senza capirne il soggetto e decide di produrlo. Quando però scopre che il film è su Silvio Berlusconi va in crisi, ma decide comunque di portare avanti il progetto.
Oltre a Silvio Orlando e Margherita Buy abbiamo un sacco di altri nomi famosi in questo film: Jasmin Trinca, Michele Placido, Paolo Sorrentino, Valerio Mastrandrea, Paolo Virzì e via dicendo. Poi ovviamente c’è Nanni Moretti che non manca mai di fare almeno una comparsata nei suoi film e di solito canta (stonando) o balla. In questo film interpreta l’attore che farà Silvio Berlusconi.
Polemichette
Spilliamo il tea, parliamo delle polemichette che ci sono ovviamente state. Già prima che uscisse ha scatenato una bagarre tra molti politici che volevano rimandarlo. Il film è uscito il 24 marzo 2006 e il 9 e 10 aprile ci sarebbero state le elezioni politiche. Si pensava che avrebbe influenzato l’elettorato.
Nanni Moretti ha ribadito come questo non fosse un film politico, ma in realtà la storia di una coppia in crisi, a cui fa da contorno un ragionamento sull’antiberlusconismo, sui vizzi degli italiani e su come l’avvento di Berlusconi abbia portato il consumismo in Italia.
Il primo aprile il partito dei riformatori liberali (ovviamente di destra, alleato di Berlusconi) fece un pesce d’aprile annunciando di voler cambiare il proprio logo in un caimano, in polemica con il film. La destra non riesce nemmeno a fare battute divertenti.
Si dice che Berlusconi durante un comizio abbia dichiarato, dopo aver visto il film “Un ottimo regista ha raccontato una favola e mi ha dato un soprannome che mi mancava: signori io sono il caimano”
Una delle cose che invidio di più a Nanni Moretti è l’aver fatto incazzare personalmente Berlusconi. Cioè la mia stessa esistenza è una minaccia per la destra ed è una cosa per cui vado molto fiera, ma non ricevere mai una frecciatina passivo aggressiva, o un insulto vero e proprio dal cavaliere mi rattrista. Posso solo puntare a farlo rivoltare nella tomba.
Comunque Sky ha trasmesso il film il 27 aprile del 2007. Sky avrebbe dovuto trasmetterlo il 25 aprile, ma ha rimandato la messa in onda a causa delle elezioni amministrative.
Serena Dandini voleva mandare in onda le scene finali del film a Parla con me su Rai 3, ma la dirigenza Rai non ha dato il consenso, per cui non le ha trasmesse.
Nanni Moretti si è poi lamentato a La7 del fatto che la Rai avesse acquistato i diritti per cinque passaggi in tv, ma che dopo tre anni non aveva ancora trasmesso il film. È andato in onda il 19 giugno 2011 su Rai 3 registrando il 13% di share.
La tempistica
Giurie e commissioni dei David di Donatello, del Nastro d’argento e del Festival di Cannes hanno nominato il film e gli hanno assegnato numerosi premi. Secondo me è un film geniale, uscito con una tempistica perfetta, perché i primi anni 2000 erano il periodo d’oro di Berlusconi. Quindi voleva dire andare a colpire proprio sul vivo, cosa che risulta dalla censura che ha subito.
Inoltre è spietato il modo in cui viene accostata la realtà alla finzione. Vengono infatti mostrate scene del film che vorrebbero realizzare e la cosa interessante è che gli attori scelti per interpretare Berlusconi non lo scimmiottano mai. Molto spesso sono anche molto lontani fisicamente da lui, primo tra tutti lo stesso Nanni Moretti.
Non viene utilizzato il suo accento milanese, le sue espressioni o anche i suoi sorrisi. È come se venissero riportate solo le sue parole, che sottratte al personaggio da cabaret che era Berlusconi, risuonano violentissime.
Dall’altro lato all’interno del caimano, vengono mostrati degli interventi di Berlusconi, che risultano quasi stranianti. E sarà che quel periodo che lo siamo vissuti in pieno e il suo fantasma continua ad aleggiare tra di noi, ma le cose che dice te le senti ancora risuonare nelle orecchie.
D’altronde il cavaliere è colui che ha dato il via a un modo di fare politica che in Italia almeno, non si era mai visto. E non mi stupirei se poi venisse fuori che anche all’estero hanno preso ispirazione. D’altronde vorrei ricordare il musical londinese su di lui.
Che poi Berlusconi ha fatto delle cose gravissime nella sua vita e nella sua carriera, però poi te lo ricordi per le sue sfuriate contro i comunisti, il bunga bunga, il cucù alla Merkel. E in questo film una giovane donna lesbica vuole mostrare cosa c’è dietro alla maschera. È proprio quello che Berlusconi ha sempre odiato. (in realtà rido moltissimo pensando alla Pascale).
Le vicende personali
Il fatto che la vicenda personale del protagonista abbia un ruolo centrale, al di là della politica, è vero. Il personaggio di Silvio Orlando ha dei comportamenti da maschio bianco tossico cis etero, dato che di base non riesce ad accettare che il suo matrimonio sia finito, e quindi fa delle robe che sono a tutti gli effetti abusi psicologici da denuncia. Ma erano altri tempi!
E si vede tantissimo, infatti mi è scattata una nostalgia tremenda a vedere i bambini, i figli di Bruno, perché io all’epoca avevo la loro stessa età, per cui anche io leggevo Geronimo Stilton, guardavo La città incantata (sì, c’è un omaggio a Miyazaki), mi vestivo allo stesso modo. Quindi mi ha fatto tantissimo ritorno all’infanzia.
Per altro i miei mi portarono al cinema a vedere questo film. Si capisce perché sono cresciuta così.







