giovedì, Maggio 21, 2026
CinemaLa moglie morta: i cliché che portano avanti la trama

La moglie morta: i cliché che portano avanti la trama

Ho deciso di approfondire uno dei trope narrativi più utilizzati e abusati della storia del cinema: la moglie morta. 

Alcuni esempi

Quanti esempi di mogli morte che vi vengono in mente? Alcuni film a cui ho pensato io sono:

  • Up
  • Alla ricerca di Nemo
  • Casper
  • Dungeons & Dragons
  • Highlander
  • James Bond
  • John Wick

Il trope

Sul sito Tv Trope la moglie morta viene chiamata The Lost Lenore termine ripreso dalla poesia il corvo di Edgar Allan Poe.

Il pezzo è tratto da La caduta della casa degli Usher che consiglio di recuperare se vi manca. È di Mike Flanagan, lo stesso di The Haunting of Hill House e Bly Manor. Nonché di Midnight Mass.

Sempre secondo Tv Trope le caratteristiche principali della moglie morta sono:

  1. Si tratta dell’interesse amoroso di uno dei personaggi principali
  2. È morta. O morto. Ma parliamoci chiaro, la maggior parte dei prodotti mainstream racconta solo storie di coppie eterosessuali e monogame. Quindi, parliamo pure al femminile. Insomma è morta. O qualcosa di molto simile, come scomparsa o creduta morta. Questo accade prima dell’inizio della vicenda narrata, oppure nei primi momenti.
  3. La sua morte ha conseguenze molto importanti per la trama e per il protagonista.

L’ultimo punto è fondamentale per determinare se un personaggio possa essere definito, o meno, una Lost Lenore. Se fosse viva, in pratica, non ci sarebbe una trama da mandare avanti, e di conseguenza nessun eroe.

Un esempio tra i più famosi: Il Gladiatore.

Morfologia della fiaba

Facciamo finta di essere intellettuali e citiamo Morfologia della fiaba di Propp. Secondo l’autore le fiabe (ma, in realtà non solo, anche gran parte delle forme narrative più comuni) possono essere riassunte con uno schema di base molto semplice, formato da 4 fasi.

  1. Abbiamo una situazione iniziale che prevede un equilibrio introduttivo. Volendolo applicare al caso di Lost Lenore, sarebbe il momento in cui ci viene presentata la famigliola felice. La moglie che sorride sotto le coperte, affaccendata in cucina o con i bambini, una perfetta trad wife, bellissima e senza difetti. I due, marito e moglie, non hanno mai litigato in vita loro. Oppure l’unico litigio è pure l’ultimo, perché niente rigira di più il coltello nella piaga del senso di colpa del fatto che le ultime parole che hai rivolto a tua moglie fossero tipo “fanculo brutta stronza”.
  2. Il secondo stadio è l’esordio, in cui avviene la rottura dell’equilibrio iniziale. Nemmeno a dirlo: la moglie muore. Le morti più gettonate sono: per malattia terminale; parto; sacrificio eroico; uccisa dal cattivo per colpire l’eroe. Immancabile l’incidente d’auto, si hanno dei punti in più se alla guida c’era il protagonista.
  3. La maggior parte della trama è composta dalle peripezie, ovvero le azioni del protagonista. Che siano provare a crescere un figlio da padre single, ritrovare l’amore, vendicarsi o anche tutte queste messe insieme.
  4. Infine abbiamo lo scioglimento, in cui si torna al ristabilimento dell’equilibrio. La moglie non torna in vita (tranne che in rari casi), per cui l’equilibrio non sarà lo stesso di quello iniziale, ma la morte avrà finito di svolgere il ruolo di forza motrice della trama. E la povera crista potrà finalmente riposare in pace.

Genitori e fantasmi

In alcuni casi la cara (e defunta) Lenore si lascia dietro della prole. I poveri bambini devono confrontarsi a vita con il trauma della morte della madre e a volte, pure con dei padri problematici. Quante volte il marito si lascia andare al pietismo per se stesso attaccandosi alla bottiglia e perdendo il lavoro?

Dall’altro lato invece può capitare che il genitore due sia iperprotettivo e non li lasci neanche respirare. E questo di solito porta i figli, specie se adolescenti, a fare cazzate.

E quanto incide il fatto che assomiglino troppo a Lenore? Oppure che non le somiglino abbastanza? Anni di analisi assicurati.

La moglie morta è una figura ingombrante, non solo perché è il fattore scatenante della trama, ma anche perché molto spesso persiste come fantasma nella mente del protagonista. Capita infatti, specialmente se si tratta di polizieschi, che il protagonista parli con la moglie, che vede come se fosse ancora viva. Il suo fantasma può essere più o meno interattivo e, di conseguenza giocare un ruolo più o meno importante nella risoluzione dei casi.

Ruolo comunque fondamentale di questi fantasmi è quello di ricordare al protagonista che lei è morta e che è tempo che lui vada avanti e si rifaccia una vita. Cosa che molto spesso accade, ma, si badi bene, nessuna riuscirà mai a sostituire la Vera Lenore™.

Parlando di fantasmi uno degli esempi che mi piace di più è Rocco Schiavone:

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