martedì, Gennaio 31, 2023
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Il primo film scritto e diretto dall’intelligenza artificiale

Nel marasma delle proteste degli artisti contro le opere create con algoritmi di intelligenza artificiale, il duo composto da Aaron Kemmer e Richard Juan ha deciso di realizzare il primo film scritto e diretto dall’intelligenza artificiale.

Arte e intelligenza artificiale: cosa sta accadendo?

Gli artisti di Artstation hanno recentemente avviato una protesta contro l’arte creata attraverso piattaforme come DALL-E o Stable Diffusion. Abbiamo già affrontato il delicato rapporto tra arte, intelligenza artificiale e lavoro in diverse occasioni, ma l’argomento è ancora uno dei più caldi. Gli artisti di Artstation stanno protestando in particolar modo perché alcune delle loro opere sono state utilizzate per ‘allenare’ gli algoritmi di intelligenza artificiale, senza alcun consenso.

In breve, queste intelligenze artificiali necessitano di un database vastissimo di immagini dal quale attingere per rispondere alle richieste dell’utente. Per esempio, se un utente chiede di il disegno di una teiera nello stile di Van Gogh, l’intelligenza artificiale dovrà attingere dal suo database di immagini per capire cos’è una teiera e qual è lo stile di Van Gogh. Questo database, chiamato ‘modello’, a quanto pare, è pieno anche di opere di artisti che non hanno prestato il loro consenso per l’utilizzo. C’è da capire come verrà regolamentata questa situazione piuttosto spinosa.

A red teapot painting in the style of Van Gogh. Morning light.
A red teapot painting in the style of Van Gogh. Morning light.

Il primo film scritto e diretto dall’intelligenza artificiale: cos’è ChatGPT?

E in mezzo alla bufera c’è chi, giustamente, decide di approfittarne per creare ancora più clamore. Come Kemmer e Juan, che hanno deciso di sfruttare ChatGPT e DALL-E per realizzare il primo film scritto e diretto dall’intelligenza artificiale.

ChatGPT è un nuovo sistema di intelligenza artificiale che, a differenza dei più celebri cugini DALL-E e ChatGPT, produce risposte scritte agli input. Attenzione, non va confuso con quei sistemi un po’ fallaci di risponditori automatici che circolano già da un decennio o più. Si tratta, anche in questo caso, di un sistema che attinge a un vastissimo database di informazioni e che, a ogni richiesta, risponde in maniera diversa, a seconda della conversazione in corso. Insomma, uno strumento davvero potente che apre la strada a molteplici interessanti possibilità.

Kemmer e Juan hanno quindi chiesto a ChatGPT di fornire delle idee per un film, ne hanno scelta una e gli hanno chiesto di scriverne una sceneggiatura. Dopodiché, scena per scena, shot per shot, hanno chiesto all’intelligenza artificiale di descrivere nel dettaglio l’azione, facendole curare, in pratica, la regia. Si sono serviti di DALL-E per tradurre visivamente le indicazioni di ChatGPT e poi si sono messi all’opera e hanno girato il cortometraggio.

The Safe Zone

Il cortometraggio è pessimo. I dialoghi sono davvero terribili, la storia discutibile. Quindi? Pericolo scampato? I filmmaker sono salvi, per un po’ possono evitare di mettersi a protestare?

Non esattamente: questo è soltanto l’inizio. Non abbiamo idea di quello che potrebbe avvenire nei prossimi anni. Molti sistemi di intelligenza artificiale stanno iniziando a generare video, non soltanto immagini. È plausibile immaginare che prima di dieci anni annunceremo con una nuova notizia un film interamente realizzato dall’intelligenza artificiale.

Insomma, per il momento il film in questione non è molto di più che una trovata pubblicitaria e, forse, un esercizio di stile. Ma con il tempo l’intelligenza artificiale potrebbe acquisire un ruolo sempre più importante nell’industria cinematografica. Non ci resta che aspettare e vedere cosa ci riserva il futuro.

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