Au revoir, Melograno di Giacomo Pedrotti racconta di una donna che cerca di elaborare il lutto con l’aiuto di una pianta donatagli dalla madre, un albero di melograno, appunto. Una pianta dall’aspetto a tratti antropomorfo che la accompagna in ogni sua attività, dalle passeggiate nel parco alle notti di solitudine. La protagonista deve scontrarsi con gli sguardi confusi e giudicanti di chi la circonda e che non capisce il suo dolore per la perdita della persona amata. Alla fine, Beatrice dovrà imparare a lasciare andare la pianta e con essa l’amore della sua vita.
Il regista
Giacomo Pedrotti, nato a Venezia nel 1995, ha studiato recitazione all’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, diplomandosi nel 2018. Ha poi intrapreso la carriera di regista e sceneggiatore, dirigendo nel 2020 il suo primo cortometraggio, Zeitnot – Allegro ma non troppo. Successivamente, si è dedicato all’horror con Grandmother’s Footsteps e Hide and Seek.
Nel 2021 ha co-fondato AriesFilm, con cui ha realizzato il cortometraggio Au Revoir, Melograno, vincendo il bando Film Fund della Valle d’Aosta. Le riprese si sono svolte nel 2022, con post-produzione conclusa a ottobre.
Il corto
Au revoir, Melograno è un corto struggente che ben incarna la difficoltà di superare il lutto. L’espediente della pianta antropomorfa è un unicum romantico ed efficace, abbastanza particolare da motivare lo storcere il naso della gente che guarda la protagonista.
La recitazione di Enrica Cortese è naturale e devastante nel modo in cui riesce a farci empatizzare con Beatrice. È inevitabile sentire il vuoto vertiginoso lasciato dal suo amato; gli occhi di Cortese riescono ad esprimere la completa confusione dovuta alla perdita.
La cornice della Valle D’Aosta, ben esaltata dal lavoro di Pedrotti e Marco Ferri (ndr direttore della fotografia), lascia un senso di meraviglia e bellezza del continuare nella vita che donano un risvolto speranzoso al finale del corto.
Si tratta di un lavoro realizzato in modo impeccabile, che funziona da ogni punto di vista e che riesce a spiccare per la sua peculiarità e bellezza.
Un pianto assicurato, non c’è dubbio, altro motivo per cui si è meritato il premio Neon Film & Arts all’ultima edizione del Lucid Dream Festival.







