sabato, Maggio 9, 2026
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Au revoir, Melograno: il lutto attraverso la natura

Au revoir, Melograno di Giacomo Pedrotti racconta di una donna che cerca di elaborare il lutto con l’aiuto di una pianta donatagli dalla madre, un albero di melograno, appunto. Una pianta dall’aspetto a tratti antropomorfo che la accompagna in ogni sua attività, dalle passeggiate nel parco alle notti di solitudine. La protagonista deve scontrarsi con gli sguardi confusi e giudicanti di chi la circonda e che non capisce il suo dolore per la perdita della persona amata. Alla fine, Beatrice dovrà imparare a lasciare andare la pianta e con essa l’amore della sua vita.

Il regista

Giacomo Pedrotti, nato a Venezia nel 1995, ha studiato recitazione all’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, diplomandosi nel 2018. Ha poi intrapreso la carriera di regista e sceneggiatore, dirigendo nel 2020 il suo primo cortometraggio, Zeitnot – Allegro ma non troppo. Successivamente, si è dedicato all’horror con Grandmother’s Footsteps e Hide and Seek.

Nel 2021 ha co-fondato AriesFilm, con cui ha realizzato il cortometraggio Au Revoir, Melograno, vincendo il bando Film Fund della Valle d’Aosta. Le riprese si sono svolte nel 2022, con post-produzione conclusa a ottobre.

Il corto

Au revoir, Melograno è un corto struggente che ben incarna la difficoltà di superare il lutto. L’espediente della pianta antropomorfa è un unicum romantico ed efficace, abbastanza particolare da motivare lo storcere il naso della gente che guarda la protagonista. 

La recitazione di Enrica Cortese è naturale e devastante nel modo in cui riesce a farci empatizzare con Beatrice. È inevitabile sentire il vuoto vertiginoso lasciato dal suo amato; gli occhi di Cortese riescono ad esprimere la completa confusione dovuta alla perdita.

La cornice della Valle D’Aosta, ben esaltata dal lavoro di Pedrotti e Marco Ferri (ndr direttore della fotografia), lascia un senso di meraviglia e bellezza del continuare nella vita che donano un risvolto speranzoso al finale del corto.

Si tratta di un lavoro realizzato in modo impeccabile, che funziona da ogni punto di vista e che riesce a spiccare per la sua peculiarità e bellezza.

Un pianto assicurato, non c’è dubbio, altro motivo per cui si è meritato il premio Neon Film & Arts all’ultima edizione del Lucid Dream Festival.

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