In Comportamenti umani una giovane coppia si trova intrappolata in una casa da cui non può uscire, mentre una misteriosa presenza li osserva.
Ciò che vediamo all’inizio è l’intimità di una coppia. I due sono abbracciati nel buio della loro camera da letto. Subito dopo li troviamo a fare colazione insieme, senza fretta, con pancake e marmellata. Non si scambiano una parola, ma tra loro non c’è imbarazzo, rabbia o noia. Passano semplicemente una giornata insieme, magari una domenica, a far niente.
Ma le cose cominciano ben presto a farsi strane. Il telefono squilla e dall’altro lato solo un respiro pesante. Uno strano nuovo vicino di casa si presenta. È un professore di antropologia, vestito come l’investigatore privato di un film noir.
E quando la coppia capisce di essere stata ripresa di nascosto le cose precipitano velocemente verso il peggio.
La cosa più impressionante di Comportarmi umani è che sia stato realizzato all’interno del 48 hour film project, per il quale Emma Matilda Liò ha vinto il premio come miglior attrice.
Ho adorato la fotografia e la luce di questo corto. Il primo piano del protagonista, sigaretta in bocca e il fumo che riempie la stanza è una delle mie scene preferite.
Ho trovato molto interessante la scelta dei costumi. Non solo per quanto riguarda l’impermeabile dello strano professore, ma anche i colori molto chiari con cui sono vestiti i protagonisti. La predominanza del bianco, in particolare, in qualche modo ricorda i camici dei pazienti di un ospedale.
Lo spazio in cui si muovono i personaggi è vuoto, quasi asettico, e se a prima vista può dare un’idea di intimità di coppia, man mano che si procede nella storia diventa claustrofobico.
Anche il tempo in cui è ambientata questa storia non è chiaro. Sembra allo stesso modo sia presente che passato, quasi che i personaggi siano bloccati in un limbo dal quale non possono uscire.
Comportamenti umani è un cortometraggio da vedere, realizzato bene e con una trama misteriosa e affascinante al punto giusto.







