La terza edizione del Lucid Dream Festival ha ospitato una selezione di cortometraggi realizzati interamente (o con il supporto) dell’Intelligenza Artificiale. Tra questi cortometraggi c’è anche Dark, Light, Yellow di Fran Gas, un regista, sceneggiatore, montatore e musicista attivo prevalentemente nel settore dei video musicali e degli spot pubblicitari.
Psicologia dei colori
Il cortometraggio Dark, Light, Yellow immagina un’ipotetica nascita del colore giallo e la conseguente assegnazione, da parte di una bizzarra giuria, delle emozioni corrispondenti a questo colore. Il film riflette, infatti, sulla psicologia dei colori: una teoria molto cara a chi si occupa di design o marketing, che associa un emozione a uno specifico colore; è un territorio dove il confine tra scienza e speculazione si fa molto sottile. E questo Fran Gas lo sa bene, mentre ci mostra come al povero colore, rappresentato da una figura antropomorfa ricoperta di vernice gialla (o è latex?), vengano affibbiate etichette variegate e contraddittorie.
Sul finale, giallo si ribella in maniera violenta: questo potrebbe essere letto come una presa di posizione contro il pregiudizio, le etichette (e il loro abuso) e contro i dogmi spesso contraddittori che controllano anche la creatività. Ma forse rischio di leggere troppo tra le righe e sovrainterpretare il messaggio.
Il processo creativo del regista
Fran Gas ha condiviso con noi anche un interessante diario di produzione in cui racconta come la sua interazione con gli strumenti AI abbia amplificato la sua creatività, raggiungendo idee uniche. Ha iniziato generando delle immagini statiche dei vari personaggi con MidJourney per poi animarle con Runway. Anche la musica della scena finale è stata composta tramite Suno AI, mentre il resto è stato composto da quello che lui definisce il suo alter ego musicale: Lavenzza.
AI: un importante strumento nelle mani giuste
Sarò sincero, questo era uno dei miei corti preferiti nella categoria AI. E dopo averlo visto mi sono fatto un giro (a dire il vero più di uno) sul sito del regista. Ho guardato i suoi altri due cortometraggi realizzati con AI, Of Youth e Latex Kid, e diversi video musicali; queste visioni hanno confermato quello che già immaginavo: L’AI generativa è un ottimo strumento, quando si trova nella mani di un artista capace; Fran Gas è un ottimo filmmaker e l’Intelligenza Artificiale rappresenta soltanto una piccola parte della sua sperimentazione audiovisiva.
Vale la pena dare un’occhiata anche a una delle sue ultime creazioni, intitolata BIG PINK MOUTH in cui immagini molto simili a Dark, Light, Yellow si susseguono supportate da una colonna sonora davvero interessante. Stavolta il regista abbandona la narrazione e si avvicina ancora di più alla videoarte, con risultati molto interessanti.







