IL NIDO di Daniele Fugarese, che ha partecipato a questa edizione del Lucid Dream Festival, racconta di Annalisa, giovane ragazza che ha vissuto tutta la sua vita isolata dal mondo, conoscendo solo sua madre. Alla vigilia del suo diciottesimo compleanno, le viene promessa la libertà, ma un evento magico sconvolge ogni cosa.
Il cortometraggio racconta il rapporto simbiotico e oppressivo tra madre e figlia attraverso una narrazione fiabesca. La madre, incapace di accettare la separazione, soffoca l’identità di Annalisa, spingendola a una dolorosa ricerca di sé. Il film riflette sulla difficoltà di emanciparsi da legami soffocanti, mostrando che, nel mondo reale, la rinascita non è istantanea ma un processo di trasformazione interiore.
Il regista
Daniele Fugarese, nato a Ferrara nel 1998, si diploma al liceo artistico Dosso Dossi e prosegue gli studi in cinema e audiovisivo all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Spinto da una forte esigenza espressiva, affianca i suoi progetti alla potenza di suono e immagini. Fonda lo “Studio Dedalo“, un collettivo artistico dedicato alla creazione di opere audiovisive d’impatto. Nel 2024 si laurea e si trasferisce a Roma. Nel corso degli anni scrive e dirige diversi cortometraggi, tra cui Dopo la guardia (2020), Oltre il confine del Cerchio (2022) e Il Nido (2024).
Il corto
Come detto dal regista, dal punto di vista visivo, la fotografia enfatizza l’oppressione con inquadrature strette quando madre e figlia sono insieme e più ampie quando la ragazza è sola. La scenografia gioca sui colori rosso (dolore) e verde (speranza), mentre il suono evolve da un’atmosfera sospesa nella prima parte a una colonna sonora più intensa nella seconda, accompagnando la metamorfosi della protagonista. L’ambientazione, senza un preciso riferimento temporale, accentua il senso di sospensione tra passato e futuro irrealizzato.
Il corto presenta un tema potente: i genitori che, letteralmente, ti “tagliano le ali“. Visivamente, il film è sorprendente, con colori vivaci, un’ottima immaginazione e un jumpscare quasi in stop-motion, un elemento davvero raro e ben realizzato. La fotografia, i costumi e il design sono di alta qualità, dimostrando un notevole lavoro dietro la produzione.







