sabato, Maggio 9, 2026
RecensioniLook at your light: un cortometraggio LGBTQ+ realizzato con AI

Look at your light: un cortometraggio LGBTQ+ realizzato con AI

È molto difficile recensire un corto di tre minuti, senza rischiare di sovrainterpretare o finire per parlare troppo di se stessi. Spero quindi di non lasciarmi prendere la mano, mentre parlo di Look at Your Light, un breve cortometraggio diretto da Andrea Gilardi e Giulia Giordano.

La storia di Vivienne

Il cortometraggio si impone subito sugli occhi degli spettatori con i suoi vividi colori. Il mondo di Vivienne, una drag queen, è infatti coloratissimo: verde acceso ovunque con una nota di rosso, il colore del suo rossetto.

Con un montaggio rapido vediamo Vivienne attraversare numerosi camerini con il suo spettacolo, ma il pubblico non è sempre dalla sua parte: c’è anche qualcuno che cerca di abbatterla mettendo in dubbio la sua identità; sarà in questi momenti che proprio il suo fedele rossetto la aiuterà a ritrovare se stessa.

Look at your light: tra AI e live action

La particolarità di questo cortometraggio sta nella tecnica utilizzata per la realizzazione: immagini live action aggressivamente post-prodotte e video generati con strumenti AI. Non si tratta del primo esperimento di questo tipo per i registi: nel 2024 hanno girato anche A good dAI, un corto che mescola riprese fatte con una vecchia handycam e immagini generate da AI.

È stato proprio lo stile subito distinguibile a far guadagnare al film una menzione speciale al Lucid Dream Festival 2025; come sostengono anche i registi, «gli strumenti e le tecniche servono per sbloccare la propria creatività. Non bisogna mai smettere di esplorare e meravigliarsi».

Tematica LGBTQ+ e ultime considerazioni

Un’altra ragione dietro alla menzione speciale per Look at Your Light possiamo ritrovarla nella tematica della discriminazione molto cara a Neon Film & Arts. Il tema è trattato con delicatezza, con forse un goccio di superficialità, ma è piuttosto difficile condensare altri messaggi in così poco tempo e utilizzando questi strumenti narrativi. 

Lo stile visivo immediato, comunque, rendono il cortometraggio piuttosto memorabile e fanno sì che si riconosca in mezzo alla massa di prodotti che stanno venendo al momento prodotti tramite AI. E parlo con cognizione di causa: per questa edizione del festival ho guardato più di cento cortometraggi realizzati con intelligenza artificiale; era molto facile perdersi nel marasma.

Se volete dare un’occhiata, trovate il cortometraggio a questo link.

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