giovedì, Maggio 21, 2026
RecensioniMy Word: oltre l'immaginario comune, la rivoluzione della rappresentazione

My Word: oltre l’immaginario comune, la rivoluzione della rappresentazione

Chi definisce chi siamo? Cosa accade quando le immagini non rappresentano il tuo mondo? Come possiamo sopravvivere in un mondo che non ci comprende? Sono le domande alle quali Carme Puche-Moré prova a rispondere nel suo corto My Word.

Pensate a un dottore. Se vi state immaginando un uomo bianco, di mezza età probabilmente ragionate come l’intelligenza artificiale. Niente di male, davvero. Riproviamoci: pensate a una dottoressa. State pensando a una ragazza giovane? Magari bionda? Ma perché non pensiamo invece a una donna nera di mezza età? La regista in questo corto analizza i bias cognitivi dell’AI e, di conseguenza, i nostri.

Carme Puche-Moré è una regista e sceneggiatrice spagnola. Ha lavorato nel giornalismo e nella comunicazione per più di 15 anni prima di dedicarsi alla produzione audiovisiva. La sua carriera come filmmaker è cominciata con Camille, che ha vinto per la miglior sceneggiatura originale allo Stiges Film Festival nel 2011. Ha esplorato diversi filoni narrativi come il fantasy, l’horror e il monologo interiore. Altre opere della regista sono Ferrying Fee, scritto da Erin Donovan (The Mentalist), e The Welcome, che è stato selezionato in più di venti festival internazionali.

“Quando la società non è ancora riuscita a creare un immaginario più responsabile, ricco e inclusivo” dice la regista, “uno strumento AI raggiunge chiunque per creare nuove immagini dai vecchi pregiudizi. Il risultato è a volte devastante, ma ci chiediamo se possa essere anche potente”.

Io dico spesso che la rappresentazione è importante. È un argomento che mi sta davvero molto a cuore, perché attraverso le nostre parole e le nostre immagini plasmiamo il mondo intorno a noi. “Le parole sono importanti”, diceva Nanni Moretti, “chi parla male, pensa male e vive male”. Questa è una citazione che si associa benissimo My Word, dove l’AI ci dimostra proprio questo: come un nuovo modo di pensare debba partire da noi, per migliorare la nostra vita e i mezzi che utilizziamo.

E tu cosa ne pensi? Faccelo sapere scrivendoci sul nostro profilo Instagram!

Jeanne Dielman, 23, Quai du Commerce, 1080 Bruxelles – Il miglior film di tutti i tempi, o no?

Quando ho deciso di guardare Jeanne Dielman, 23, Quai du Commerce, 1080 Bruxelles (per gli amici Jeanne Dielman), sapevo a cosa andavo incontro. E...

Voci Notturne: una serie cult da riscoprire

Chi mi conosce sa che non sono un grande amante delle serie tv. Ci sono delle eccezioni, come Twin Peaks, The Kingdom e altri...

Il diario di Bridget Jones: amore e grassofobia

So che da me vi sareste aspettati ben altro per questa puntata del podcast, ma ammetto che San Valentino mi ha veramente mandato in...

Lucid Dream Festival: le recensioni dei cortometraggi – PARTE 3

Continuiamo con le recensioni dei cortometraggi in concorso al Lucid Dream Festival 2023, questa volta con la categoria Italiani. Una categoria molto importante per...

Versilia Experience

La mia escort

RECENTI