Novavita un corto stop-motion realizzato da Antonio Genovese e Francesco Bruno, che porta speranza in un futuro distopico.
È l’anno 2206 il futuro è triste, non c’è vita, e la terra è una landa desolata. Tutto è controllato dalla compagnia energetica M.A.S. che ha in suo potere l’intera metropoli dove si sono insediate le ultime forme di vita. Il protagonista del racconto è un chimico e alchimista di nome Kron. Il suo obiettivo è quello di riportare la vita sulla terra. La M.A.S. prova ad ostacolarlo in ogni modo, ma una promessa fatta alla figlia ormai scomparsa, porterà Kron fino alla fine della sua missione.
Antonio Genovese è diplomato in scultura e decorazione plastica, e ha un master in scenografia teatrale all’accademia di Belle Arti di Napoli. Francesco Bruno Sorrentino ha invece una specializzazione in scenografia per cinema e TV presso la stessa accademia. Nel 2017 hanno realizzato H0_pe 02, un cortometraggio in stop-motion selezionato in oltre 70 festival internazionali, tra cui la sezione corti dei Nastri d’Argento, e ha vinto ben 15 premi.
Nel 2019 hanno fondato, insieme a vari professionisti del settore Turtle Studio, che realizza prodotti audiovisivi ed è specializzato in animazioni video 2D, 3D e stop-motion.
Novavita è stato selezionato dalla professoressa Elena Marcheschi come Menzione Speciale, nella categoria Fantasmagorie Animate, del Lucid Dream Festival. Secondo lei infatti:
Grazie a un lavoro di animazione complesso e attento, gli autori danno vita a un panorama distopico mondiale, costruendo l’asfissiante atmosfera di un pianeta agonizzante. La sceneggiatura conduce ottimamente il corto, descrivendo luoghi e personaggi che, nonostante un governo autoritario e la devastazione ambientale, riescono ancora a trovare la speranza e il coraggio di compiere azioni che possano riportare la vita sulla Terra.
Le angosce che emergono in questi tempi difficili trovano eco in questo film di animazione, dove la preoccupazione della catastrofe planetaria è superata dalla fiducia riposta nella spinta alla vita.
In un presente già abbastanza distopico, penso che storie come questa, che portano speranza, siano proprio quello che ci vuole. Questo corto, realizzato interamente con materiali recuperati e riciclati, ci insegna che nonostante le ingiustizie è sempre possibile portare nuova vita.







