sabato, Maggio 9, 2026
RecensioniS.O.S. Fantasmi, un Beetlejuice che non ci ha creduto abbastanza

S.O.S. Fantasmi, un Beetlejuice che non ci ha creduto abbastanza

Ci sono dei classici film di Natale intramontabili, per tutte le questioni nostalgiche, quello che mi sta più a cuore è senza dubbio Parenti Serpenti, perché le dinamiche (e anche un po’ la location della casa) mi ricordano i miei pranzi di Natale. Certo noi poi non abbiamo fatto esplodere i nonni. Ma questo è un altro discorso. Oggi però voglio parlarvi di questo guilty pleasure, che quando ero giovane e avevo una TV, non riuscivo a smettere di guardare. Si tratta di S.O.S. Fantasmi, titolo originale Scrooged.

S.O.S. Fantasmi

Si tratta infatti dell’ennesimo film ispirato a Canto di Natale di Charles Dickens. Ma con un’atmosfera molto più dark. Il film è del 1988 ed è stato diretto da Richard Donner, regista tra gli altri, anche di Ladyhawke, I Goonies e Arma Letale. Insomma, uno dei registi più importanti degli anni ‘80 soprattutto per il cinema fantastico, ma che io, da amante dell’horror ricordo soprattutto perché ha diretto, nel 1976 Il presagio (Omen).

L’amore per l’orrore comunque trapela anche in S.O.S. Fantasmi, a partire dalla colonna sonora di Danny Elfman.

Bill Murray in S.O.S. Fantasmi

La trama

Il film racconta la storia di Frank, interpretato da Bill Murray, un produttore televisivo senza cuore che licenzia per Natale i suoi dipendenti, strappa i disegni brutti dei loro bambini e tutte quelle cose che fanno i cattivi. Tra queste cattiverie, oltre a fregare il taxi a una vecchia, rifiuta l’invito del fratello al pranzo di Natale. Frank è impegnato nella produzione di un live che andrà in onda la vigilia di Natale, ispirato proprio a Canto di Natale.

La svolgimento della trama è dei più classici e segue passo passo la storia scritta da Dickens: il cattivissimo Frank riceve la visita dei fantasmi del Natale passato, presente e futuro e finisce per diventare buono, generoso, si rimette con la sua ex, riassume la persona che aveva licenziato e fa un pippone commovente in diretta televisiva. Addirittura riesce a far parlare un bambino che si era chiuso nel mutismo selettivo. Il miracolo del Natale.

Canzone gospel alla fine e tutti felici.

S.O.S. Fantasmi

I fantasmi

I fantasmi, come si intuisce dal titolo, sono il punto forte del film. Il primo, che annuncia l’arrivo dei tre fantasmi, è il suo vecchio capo. Si tratta di un cadavere con i topi che gli entrano ed escono da un buco nel cranio, che fa il suo ingresso trionfante sfondando la porta dell’ufficio. Si ferma a bere un goccio mentre Frank gli spara (siamo in USA, che ci vuoi fare?) e chiaramente il cocktail gli esce dai buchi nello stomaco.

Il fantasma del Natale passato è rappresentato da un tassista minaccioso che lo porta a giro nel tempo con la sua auto strampalata che diventa una sorta di macchina nel tempo. Quello del presente è invece una fatina un po’ svampita, dalla voce delicata, ma violenta come uno scaricatore di porto. 

Il più celebre è senza dubbio quello del Natale futuro che appare nella parete di schermi dietro a Frank durante la diretta dello speciale natalizio. Si tratta di un’inquietante figura incappucciata con uno schermo al posto della faccia e con delle anime sofferenti incastrate nella gabbia toracica.

I costumi sono stati realizzati da Wayne Finkelman, un costumista che ha lavorato a lungo nel cinema italiano: ha iniziato la sua carriera nel 1970 con il film Il delitto del diavolo di Tonino Cervi ma in seguito ha lavorato con Corbucci, Mario Bava, Steno, Dino Risi. I coniugi Burman hanno realizzato i trucchi. I Burman, oltre ad aver lavorato prevalentemente in TV (Nip/Tuck, Grey’s Anatomy) sono stati anche nominati ai premi Oscar per il lavoro in S.O.S. Fantasmi, ma hanno perso contro Beetlejuice – Spiritello Porcello.

Cosa resta oggi di S.O.S. Fantasmi

Il film, come dicevo all’inizio, è diventato uno di quei classici di Natale che Mediaset mette in programmazione nei pigri pomeriggi durante le feste. Personalmente non lo ritengo un film eccezionale ma le sue atmosfere cupe mi incollano ancora allo schermo, almeno fino alla scena finale dove Frank fa il suo monologo davanti alle telecamere. Quello è davvero insopportabile e il climax con il bambino che riacquisisce la parola, farebbe interrompere la visione anche ai più temerari. La critica comunque è mista: senza infamia e senza lode, insomma.

Per chiudere ti lascio con questo aneddoto: c’è un scena che non era prevista dal copione, in cui il protagonista scivola dopo aver tirato una secchiellata d’acqua a un cameriere. Bill Murray rimane perfettamente nel personaggio. Per questo poi hanno deciso di inserirla nel montaggio finale.

E tu cosa ne pensi? Faccelo sapere scrivendoci sul nostro profilo Instagram!

Jeanne Dielman, 23, Quai du Commerce, 1080 Bruxelles – Il miglior film di tutti i tempi, o no?

Quando ho deciso di guardare Jeanne Dielman, 23, Quai du Commerce, 1080 Bruxelles (per gli amici Jeanne Dielman), sapevo a cosa andavo incontro. E...

Voci Notturne: una serie cult da riscoprire

Chi mi conosce sa che non sono un grande amante delle serie tv. Ci sono delle eccezioni, come Twin Peaks, The Kingdom e altri...

Il diario di Bridget Jones: amore e grassofobia

So che da me vi sareste aspettati ben altro per questa puntata del podcast, ma ammetto che San Valentino mi ha veramente mandato in...

Lucid Dream Festival: le recensioni dei cortometraggi – PARTE 3

Continuiamo con le recensioni dei cortometraggi in concorso al Lucid Dream Festival 2023, questa volta con la categoria Italiani. Una categoria molto importante per...

Versilia Experience

La mia escort

RECENTI