sabato, Maggio 9, 2026
RecensioniThe Prometheus Expedition: un viaggio tra realtà e incubo

The Prometheus Expedition: un viaggio tra realtà e incubo

The Prometheus Expedition è un mockumentary di ispirazione lovecraftiana, realizzato interamente con l’AI. Un viaggio attraverso echi inquietanti e profondità oscure, dove la realtà e l’immaginazione si confondono.Cosa si nasconde oltre, nel silenzio e nell’oscurità?

1956, la spedizione Prometheus formata da 19 persone, donne e uomini, parte per le montagne del caucaso, per condurre, almeno in apparenza, uno studio geologico per conto del governo americano. In realtà la spedizione è connessa a progetti classificati, legati alla guerra fredda, che mirano al miglioramento delle tecnologie di comunicazione. Dopo pochi giorni di quelle persone scompare ogni traccia. Chi sono? E perché nessuno le cerca?

Il mistero si infittisce quando tre uomini vengono ritrovati in tre posti separati, lontani chilometri dal luogo della spedizione. Solo uno di loro viene identificato: un mercenario con dei trascorsi con la Germania nazista. Dopo appena due giorni dal suo ritrovamento l’uomo si suicida gettandosi da una finestra. Uno degli altri due ha invece con sé delle pellicole, in cui sono impresse alcune fasi della spedizione. Ed è proprio all’interno di una di esse, rispuntata fuori dopo anni, che viene fatta una scoperta inquietante…

Abel Art utilizza l’intelligenza artificiale in modo impeccabile, per creare un corto che tiene col fiato sospeso dall’inizio alla fine. L’uso del bianco e nero e delle immagini in stile retrò, da un senso di realismo incredibile. È molto interessante l’attenzione ai particolari nella ricostruzione del documentario, come il doppiaggio asincrono, con la voce “originale” lasciata in sottofondo; o l’anticipazione di informazioni che verranno poi approfondite in un secondo momento. 

La scrittura e il montaggio, soprattutto quello sonoro, sono davvero ottimi. Il finale porta all’inevitabile deriva verso la follia lovecraftiana, che come sempre colpisce a fondo. E da fan del mondo immaginifico di questo scrittore, ho apprezzato. Si tratta di un esempio positivo di come l’AI possa essere sfruttata per creare un prodotto audiovisivo davvero valido. 

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